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14 Luglio 2019

Per quanto riguarda i sintomi,della rottura retinica, mentre non è avvertibile alcun tipo di dolore fisico, diventa sempre più frequente la visione di fasci luminosi improvvisi (fotopsie) e/o di corpuscoli scuri (simili a punti neri).
Quando il distacco è ormai in fase avanzata, la vista (intesa come gradi di diottria) subisce un rapido peggioramento e il paziente vede come una tenda che oscura una porzione dell’occhio.
La localizzazione di questa sorta di “sipario”, peraltro, è diametralmente opposta rispetto alla sede reale del distacco: se la tenda sembra coprire la parte superiore, è situata nella zona inferiore dell’occhio e viceversa.

Le terapie dipendono dal tipo di distacco che si ha di fronte. Se è “essudativo”, l’unica possibilità a disposizione è combattere la patologia che, nel caso specifico, ha cagionato il distacco. Qualora, invece, si tratti di distacco “tradizionale”, è necessario ricorrere alla chirurgia: si eseguirà una “vitrectomia” e un “peeling” (una sorta di “ripulitura”), al fine di asportare le membrane appena formate e tamponare la parte interna con gas e olio di silicone. Per il tipo più frequente di distacco, quello “regmatogeno”, in medicina sono state sperimentate con successo numerose tecniche, anche in questo caso invasive.
Tra queste, ricordiamo il cerchiaggio e/o piombaggio sclerale (cui si ricorre con maggiore frequenza per distacchi della tipologia in esame), la vitrectomia e la retinopessia con gas. Tutte vengono praticate generalmente in anestesia totale e sono seguite spesso da un ricovero ospedaliero di uno o due giorni e da un periodo di bendaggio dell’occhio. Il recupero della vista è l’esito favorevole della stragrande maggioranza degli interventi eseguiti in modo tempestivo.

Le rotture retiniche sono sempre da trattare con argon laser, anche se senza sintomi soggettivi.
Spesso vengono scoperte per caso durante una visita oculistica di controllo.
Questo studio è, dal 1984, attrezzato di argon laser per trattare rotture e degenerazioni retiniche, cause di distacco retinico.

In ogni caso è da sottolineare che, ancor più che per altre malattie, la prevenzione è l’unico modo per favorire la completa guarigione da una patologia che, se trascurata, può portare perfino alla cecità.

Grazie a controlli periodici da uno specialista (da compiersi con distanza temporale ravvicinata in presenza di elementi predisponenti, come un’elevata miopia di base), è possibile intervenire tempestivamente e bloccare uno dei principali fattori scatenanti del distacco di retina: la presenza di fori nel tessuto retinico o di semplice indebolimento in micro zone del medesimo.
In questi casi, spesso, è consigliabile il ricorso al laser che, circoscrivendo le aree colpite con lievi scottature, impedisce il propagarsi della lesione o dell’indebolimento dell’intera superficie retinica.

Noi dello studio Rapisarda Oculisti ci occupiamo di effettuare tutti gli esami per prevenire o per curare le rotture retiniche. Contattaci per una visita.


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