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Tag: Glaucoma

28 Maggio 2019

Il Glaucoma Rappresenterebbe una malattia “ideale” per lo screening in quanto asintomatica fino alle fasi terminali ; inoltre comporta una significativa morbidità, costituendo un grande problema di salute pubblica; infine il trattamento è in grado di prevenire o rallentare la progressione del danno con conseguente salvaguardia della qualità di vita del paziente. Screennare tutta la popolazione per il glaucoma rappresenta un proposito ideale e accattivante ma, non è praticamente sostenibile. Diversi studi infatti hanno dimostrato che lo screening di popolazione per il Glaucoma non ha un rapporto costo-beneficio favorevole, poiché non è disponibile un test diagnostico che da solo o in combinazione ad altri fornisca volte valori di sensibilità, specificità e potere predittivo positivo sufficientemente elevati. La bassa sensibilità comporta un elevato numero di falsi negativi (soggetti malati ma non identificati) e al contrario la bassa specificità comporta un eccesso di falsi positivi (soggetti sani identificati come malati). Altro elemento critico da considerare, è la bassa prevalenza della malattia nella popolazione generale (circa il 2%) caratteristica che, abbinata all’insufficiente accuratezza diagnostica dei test disponibili, riduce ulteriormente la fattibilità dello screening.  Nessun test diagnostico ha finora dimostrato le caratteristiche essenziali per poter essere impiegato in uno screening di popolazione nel glaucoma. Generalmente tre approcci sono stati valutati per lo screening nel glaucoma: la misurazione dello IOP (valori della pressione intraoculare), la perimetria computerizzata (tecnologia che esamina la sensibilità di una particolare popolazione di cellule neuronali retiniche, dette di tipo “My”) e la valutazione del nervo ottico e delle fibre nervose. Per quanto riguarda la IOP, la sua distribuzione è talmente variabile e sovrapposta tra soggetti sani e soggetti malati che nessun valore di IOP può essere utilizzato in maniera efficace. La perimetria computerizzata standard presenta numerosi limiti al suo utilizzo come metodica di screening (tempi di esecuzione elevate, curva di apprendimento, influenza di fattori di confondimento come l’opacità dei mezzi diottrici, bassa specificità) mentre in alcuni studi l’FDT (perimetria computerizzata standard) ha mostrato risultati promettenti ma non sufficienti.  La valutazione della testa del nervo ottico e dello strato delle fibre nervose  rappresenta un’altra potenziale metodica di screening, in particolare,  la valutazione quantitativa mediante tecniche imaging, pur con le limitazioni derivanti da una capacità diagnostica limitata nelle fasi precoci della malattia, è recentemente suggerita come la metodica più promettente per lo screening del Glaucoma nel futuro. Un modo per migliorare l’efficacia dello screening nel glaucoma sarebbe quello di selezionare la popolazione esaminata sulla base dei fattori di rischio, in modo da aumentare la prevalenza della malattia nella popolazione esaminata (e quindi anche il potere produttivo positivo del test). Attualmente solo questo tipo di screening, definito opportunistico, sembra essere caratterizzato da un rapporto costo-beneficio accettabile.

Noi dello studio Rapisarda Oculisti ci occupiamo di effettuare tutte le diagnosi per il Glaucoma citati in questo articolo e attraverso esami riusciamo a studiare questo tipo di patologia oculare. Contattaci per una visita.

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19 Maggio 2019

Esiste la possibilità di una diagnosi precoce da glaucoma?

Il Glaucoma, grave patologia oculare, è anche soprannominato “Il ladro che ruba la vista”, e questo perché agisce silente divorando la vista e purtroppo il paziente non può fare altro che rendersi conto di tale patologia quando essa ha già distrutto il 60% di fibre. Per questo una diagnosi precoce potrebbe rallentare la degenerazione visiva del paziente. Il concetto di diagnosi precoce è stato introdotto per cercare di identificare i pazienti con glaucoma il più precocemente possibile, in modo da iniziare a trattarli quando non ci sono ancora dei danni significativi. Concettualmente si possono differenziare in esami funzionali o morfologici. Per quanto riguarda gli esami funzionali esistono le così dette tecniche perimetriche non convenzionali (il campo visivo è l’area percepita dall’occhio quando si fissa un punto; può essere effettuato manualmente o automaticamente e quindi abbiamo la “Perimetria”) che stimolano un gruppo particolare di cellule ganglionari potrebbero essere in grado di identificare la loro perdita. Per quanto riguarda gli esami morfologici, l’ imaging dalla testa, del nervo ottico, dello strato delle fibre nervose peripapillari e/o dell’area maculare costituisce un possibile supporto strumentale per la diagnosi precoce. Una diagnosi di certezza nel caso di un sospetto glaucoma è un compito complesso. La diagnosi di Glaucoma è sempre e comunque il risultato dell’integrazione di più informazioni cliniche o strumentali. In caso di papilla o fibre nervose con aspetto dubbio e campo visivo normale un supporto diagnostico può essere ricercato nell’imaging che non dovrà tuttavia essere considerato come un test diagnostico in sé ma come un ausilio alla diagnosi. Anche nel caso di morfologia apparentemente indenne e campo visivo alterato l’imaging papillare , delle fibre nervose o maculare può costituire un test in grado di rilevare un’alterazione morfologica precoce. In definitiva, come detto, la diagnosi di glaucoma è sempre il risultato dell’integrazione di più informazioni cliniche e strumentali e per questo consigliamo di rivolgersi a professionisti del settore in modo da studiare e analizzare i vari risultati per istaurare una cura ottimale della patologia.
Noi dello studio “Rapisarda Oculisti” ci occupiamo da sempre della patologia del Glaucoma e il Professor Antonino Rapisarda rappresenta in Italia uno dei migliori specialisti per la cura di questa patologia. Unico nel meridione in grado di operare utilizzando protesi di ultima generazione per la patologia del Glaucoma. Contattaci per una visita.


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16 Maggio 2019

Per avere una diagnosi di Glaucoma di assoluta certezza bisogna effettuare una visita oculistica con la misurazione del tono intraoculare, gonioscopia e osservazione del fondo in midriasi sì per una corretta valutazione della papilla ottica: una descrizione, un disegno o una fotografia aiutano l’oculista nel follow-Up (termine inglese per “osservazione”, “controllo”, “monitoraggio”) . A questa si deve aggiungere l’esame del campo visivo, qualora il paziente presentasse un aumento della pressione intraoculare o avesse un quadro clinico sospetto. Altro esame da eseguire per la diagnosi di Glaucoma è la Pachimetria, non per correggere valore pressorio intraoculare ottenuto, ma per valutare il rischio di sviluppare la malattia in caso di ipertensione oculare. Un’analisi computerizzata della papilla ottica dell’area papillare dovrebbero essere chiamati in causa per corroborare un sospetto diagnostico e trovano scarsa utilità nel caso la diagnosi sia già accertata con gli altri dati clinici ma possono essere utili per monitorare l’andamento del danno morfologico nel tempo. Per fare diagnosi di glaucoma sono necessari differenti dati clinici: l’aspetto della papilla ottica e l’esame del campo visivo sono fondamentali. Entrambi hanno dei limiti: la grande variabilità di presentazione della papilla ottica impedisce una diagnosi sicura al 100% e l’esame del campo visivo, essendo un test Psicofisico, può ottenere dati non sempre attendibili o riproducibili. L’ associazione di questi dati clinici unitamente alla tonometria e all’esame biomicroscopico permettono nella maggior parte delle volte di fare una diagnosi certa.

Noi dello studio Rapisarda Oculisti ci occupiamo di effettuare tutte le diagnosi per il Glaucoma citati in questo articolo e attraverso esami riusciamo a studiare questo tipo di patologia oculare. Contattaci per una visita.


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26 Settembre 2018

Come si cura il glaucoma?

Il glaucoma nella sua fase iniziale si cura  con vari colliri che riducono la pressione oculare. Se dopo qualche anno queste gocce oculari non fanno più effetto si dovrà intervenire con un trattamento Laser. Se anche questa terapia non risulterà efficace sarà indispensabile un intervento chirurgico.

In che consiste il trattamento laser per il glaucoma?

Esistono due tipi di trattamento laser per il glaucoma:

  • glaucoma acuto, o ad angolo stretto: il raggio laser pratica una apertura nell’iride (iridotomia) che permette all’umore acqueo di raggiungere il trabecolato e fuoriuscire dal bulbo.
  • glaucoma cronico ad angolo aperto: il raggio laser colpisce il filtro intasato di uscita dell’umore acqueo, cioè il trabecolato permettendo così di aumentare la sua permeabilità. Il paziente però dovrà proseguire con la terapia locale; il trattamento Laser, da solo, non basta; deve essere sempre associato ad una cura con colliri.

Il glaucoma può guarire completamente?

Non è possibile. Si tratta di una malattia cronica che si riesce a stabilizzare con le cure, ma mai a guarire completamente. Ogni ritardo o dimenticanza nella somministrazione dei colliri provoca dei rialzi della pressione oculare che, anche per brevi periodi, portano ad ulteriori lesioni delle fibre ottiche. E’ dunque importante non dimenticare mai le medicazioni ad orari regolari.

Cosa provoca danni al nervo ottico?

I danni al nervo ottico sono provocati soprattutto dalla aumentata pressione dell’occhio ma intervengono anche dei fattori vascolari.

Come viene eseguita l’evoluzione del glaucoma?

E’ indispensabile che il paziente glaucomatoso si sottoponga a controlli della pressione ad intervalli brevi (ogni 2-3 mesi) e ad intervalli più lunghi, del campo visivo alla tomografia del nervo ottico e all’esame OCT dello spessore delle fibre nervose dell’occhio.

Che cos’è il campo visivo?

Il campo visivo misura l’estensione della vista dei due occhi. Durante l’esame l’occhio del paziente osserva un punto fisso davanti a sé mentre l’oculista o il tecnico spostano un punto luminoso all’interno di una cupola bianca. Normalmente il campo visivo é molto ampio; invece, in presenza di un glaucoma, il campo visivo comincia a ridursi iniziando però dalla periferia, cambiamento del quale il soggetto non si rende conto. Quando, dopo anni di evoluzione, il campo visivo é ridotto, la vista può anche essere molto buona ma il paziente non vede più lateralmente e può, per esempio, sbattere contro gli stipiti di una porta.

Che cos’è la tomografia del nervo ottico?

La Tomografia del disco ottico é un modernissimo esame che riesce a misurare il danno alle fibre ottiche misurando lo spessore delle fibre e soprattutto l’escavazione, cioè la depressione causata al nervo ottico dalla pressione oculare. Associata all’esame del campo visivo permette di avere dati quantitativi e dunque sorvegliare con maggiore precisione l’evoluzione della malattia. Uno dei dati più interessanti é il rapporto superficie del disco/superficie dell’escavazione.

Che cos’è l’esame OCT delle fibre del nervo ottico?

L’OCT permette nel glaucoma di evidenziare, misurare e determinare lesioni delle fibre del nervo ottico e l’escavazione della papilla: lo spessore degli strati retinici (fibre nervose): nel glaucoma uno dei segni precoci e la diminuzione dello spessore delle fibre nervose misurare i vari parametri della papilla ottica: l’escavazione della papilla è uno dei segni precoci del glaucoma

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