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Categoria: Blog

20 Settembre 2018

Oggi per poter intervenire chirurgicamente  non si aspetta più l’opacizzazione completa del cristallino ma l’intervento va eseguito non appena la qualità di vita del paziente incomincia a ridursi. La cataratta va operata quando il deficit visivo che provoca non è più sufficiente alle esigenze del paziente o quando il procrastinare l’intervento aumenterebbe i rischi operatori legati a una maggiore resistenza del cristallino. Ci sono dei casi in cui la cataratta potrebbe dare luogo ad altre patologie oculari (come il glaucoma). Il compito del medico è quello di decidere assieme al paziente il momento migliore per l’intervento.

Ci sono complicazioni dovute all’intervento?

La cataratta è l’intervento chirurgico più diffuso al mondo e le tecniche attuali hanno ridotto di molto i rischi intraoperatori (0,01% circa). Le complicanze possono riguardare sia l’atto operatorio che il periodo successivo. Per quanto riguarda il momento chirurgico ci possono essere problemi alle altre strutture oculari che, nella maggior parte dei casi, non influenzano il risultato funzionale; tuttavia, potrebbero complicare l’intervento chirurgico stesso.

Quali sono gli accorgimenti da prendere dopo l’operazione?

Si deve evitare di sfregare l’occhio e di dormire sullo stesso lato dell’occhio operato. È importante instillare i colliri prescritti dal medico ed evitare gli sforzi fisici (come sollevare dei pesi). Si consiglia l’uso di occhiali da sole a causa dell’ipersensibilità alla luce. Inoltre, è importante che il paziente si sottoponga ai controlli stabiliti dal medico, poiché è alto il rischio d’infezione nelle due settimane che seguono l’intervento.

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19 Settembre 2018

In passato l’intervento di cataratta prevedeva la completa rimozione del cristallino con il suo sacco e poi un impianto di 1 cristallino rigido all’interno dell’occhio con un buon recupero visivo dopo 6 o 7 mesi dall’intervento. Dagli anni 90 in poi con l’avvento della facoemulficazione, quindi della frantumazione dell’aspirazione per mezzo di ultrasuoni della cataratta ha permesso di mantenere la capsula del cristallino nell’ubicazione originale e poter inserire all’interno di questo il cristallino ripiegato in tre parti artificiali. Le dimensioni dell’incisione sono estremamente piccole parliamo di 2 millimetri e 4 nella routine quotidiana e il paziente può già essere sbandato il giorno dopo l’intervento e iniziare a vedere in maniere estraneamente perfetta già da una settimana dopo l’intervento. Negli ultimi 3 anni è stato messo a punto un nuovo sistema che viene in aiuto del chirurgo per l’intervento di cataratta, esso si chiama femtocataratt o cataratta femto assistita o cataratta eseguita con il laser. Quest’ultimo ci permette di eseguire le incisioni, la capsuloressi, di fremmentare i pezzettini di cristallino all’interno del suo sacchetto fisiologico in modo che il chirurgo entra all’interno dell’occhio con l’aspiratore e ripulire totalmente la cataratta senza apportare manovre importanti all’interno dell’occhio. In questo modo si riducono notevolmente tutte le problematiche legate all’intervento chirurgico. Inoltre, essendo eseguito da un laser collegato ad un computer si ha un risultato molto migliore rispetto ad un intervento eseguito a mani libere da parte di un chirurgo. Questo tipo di intervento risulta in assoluto il più innovativo al mondo e noi, Rapisarda Oculisti, abbiamo la fortuna di poter utilizzare il laser più evoluto al mondo, quello della piattaforma Alcon, che rappresenta sicurezza e precisione. Alla fine dell’intervento si può decidere di impiantare dei cristallini tali che ci permetteranno di vedere in maniera impeccabile sia da lontano che da vicino.

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18 Settembre 2018

Un indicatore che il paziente deve tener conto è quando la sua qualità di vita incomincia a ridursi. Per qualità di vita si intende quando si inizia ad avere problemi visivi a guidare la sera perché si viene abbagliato dai fari dalle macchine oppure quando si vedono degli aloni intorno alle luci della strada o quando si notano delle alterazione dei colori, cioè un’alterazione dei colori degli oggetti che un individuo guarda. Tutto questo  fa parte dei parametri che ci permettono di eseguire l’intervento per rendere la qualità di vita del paziente sempre migliore.

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17 Settembre 2018

La cataratta è un’opacizzazione della lente che si trova all’interno dell’occhio (cristallino), collocata tra l’iride e il corpo vitreo. Ci sono diversi tipi di cataratta: tutti sono dovuti a modificazioni nella composizione chimica della lente (principalmente all’ossidazione delle sue proteine), le quali comportano una riduzione della sua trasparenza. La cataratta rappresenta l’intervento chirurgico più eseguito al mondo.  In Italia si eseguono circa 500.000 interventi l’anno  e la maggior parte di questi viene eseguita su pazienti  di età superiore  ai settant’anni . L’opacizzazione del cristallino, quindi l’intervento di cataratta, risulta essere più sicuro rispetto al passato e permette di correggere tutti i difetti visivi come la miopia, l’ipermetropia, la presbiopia e l’astigmatismo. Per cui dopo la rimozione del cristallino opacizzato possiamo impiantare un cristallino con delle caratteristiche ben precise che ci permetterà di vedere perfettamente bene sia il lontano che il vicino per cui non sarà più necessario l’utilizzo di lenti da  vicino dopo l’intervento di cataratta.

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