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Mese: giugno 2019

30 Giugno 2019

La cornea è un tessuto avascolare, una sottile membrana trasparente situata nella parte più esterna del globo oculare, davanti alla pupilla. Questa membrana è deputata alla rifrazione e alla trasmissione della luce. Quando la cornea viene colpita da malattie congenite, traumi o infezioni, può perdere la sua trasparenza con conseguente riduzione della funzione visiva anche fino alla cecità completa. In questi casi è spesso possibile intervenire microchirurgicamente per sostituire una porzione di cornea malata con una sana prelevata da un donatore.

Ci sono molte condizioni che possono provocare una grave compromissione della curvatura o della trasparenza della cornea. Spesso chi ne è affetto è giovane e nel pieno della propria attività scolastica o lavorativa. Purtroppo spesso non esistono dei trattamenti medici in grado di ripristinare delle buone condizioni corneali, e di permettere una soddisfacente qualità visiva, e l’unica soluzione possibile è l’esecuzione di un trapianto corneale. La parte centrale della cornea opaca viene sostituita con un lembo trasparente proveniente da un donatore. L’assenza di vasi sanguigni sul tessuto da trapiantare riduce molto i problemi di compatibilità, di rigetto, ed il rischio di trasmissione di infezioni da parte del donatore.

Le cornee generalmente vengono raccolte, selezionate, certificate, e messe a disposizione dei chirurghi, da parte delle “banche degli occhi”. Questo consente di disporre di tessuti di qualità garantita, di poter fronteggiare le emergenze, e di rendere “programmabili” gli interventi.

L’aspetto postoperatorio di un trapianto di cornea con la sutura in sede.
Il trapianto di cornea, definito tecnicamente cheratoplastica penetrante (PK), è una procedura di innesto sulla superficie dell’occhio di tessuto corneale sano in sostituzione di quello danneggiato. A seconda della gravità del danneggiamento della cornea, il trapianto può essere “a tutto spessore” (cheratoplastica perforante), “lamellare” (si trapianta solo la lamella più superficiale) o “endoteliale”(si sostituisce solo l’endotelio corneale ovvero lo strato corneale più interno che non si rigenera). L’intera procedura è fatta sotto un microscopio: attraverso uno strumento con taglierina, si rimuove il centro della cornea malata; un tessuto della stessa misura viene tagliato dalla cornea del donatore e cucito al posto di quello danneggiato con suture di nylon. Dopo la procedura una benda e una protezione vengono applicate a protezione dell’occhio.

Nella maggior parte dei casi in cui viene eseguito il trapianto di cornea (cheratocono, cheratopatia bollosa, distrofie ereditarie), il rischio di rigetto è molto basso.
Anche nei casi in cui si verifica, la terapia farmacologica generalmente risulta efficace.
Il rischio di rigetto raggiunge il livello massimo dopo circa 1 mese, e si riduce progressivamente entro il primo anno. Nei casi in cui il rigetto abbia provocato un’opacizzazione della cornea trapiantata, è possibile ripetere l’intervento.

La sutura può essere lasciata in sede anche per diversi anni se non genera problemi. La rimozione della sutura viene eseguita ambulatorialmente, non è dolorosa, e richiede la semplice somministrazione di un collirio anestetico.

Noi dello studio Rapisarda Oculisti ci occupiamo di effettuare tutti gli esami per la patologia corneale e della sostituzione della cornea stessa. Contattaci per una visita.


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20 Giugno 2019

L’ortottica è il ramo dell’oftalmologia che studia la motilità oculare, cioè l’azione congiunta dei muscoli oculomotori. Si occupa dei deficit muscolari, innervazionali e sensoriali che colpiscono l’apparato visivo. Le patologie di più frequente riscontro sono:

  • strabismi manifesti e latenti
  • ambliopie
  • paralisi oculari (strabismo paralitico)
  • deficit delle vergenze fusionali

La diagnosi precoce di queste anomalie (alla nascita se congenite, immediatamente al loro esordio se comparse nei primi anni di vita del bambino o nell’adulto) è fondamentale per poter intraprendere la terapia adeguata. Il paziente viene sempre sottoposto a visita oculistica completa, integrata a visita ed esami ortottici, perché la diagnosi sia accurata.
Oculisti ed ortottisti lavorano in team per garantire l’ottimizzazione della funzione visiva e binoculare.

 


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10 Giugno 2019

Lo strabismo è una condizione in cui gli assi visivi dei due occhi non sono allineati (“occhi storti”). Esso riguarda il 2-4 % della popolazione. In molti casi insorge in età pediatrica, anche in bambini molto piccoli e quindi è fondamentale intervenire in modo tempestivo per correggere il problema e, in molti casi, eliminarlo.Lo strabismo non è un problema della chirurgua estetica, come spesso viene asserito, ma bensì una patologia curata dall’oftalmologo infatti le turbe della motilità oculare si accompagnano sovente, se non sempre, ad anomalie funzionali. Quest’ultime si possono manifestare in sintomi soggettivi come la Diplopia (percezione doppia di un’immagine, in senso orizzontale e/o verticale), la Confusione, e l’Ambliopia (è una condizione in cui la funzione visiva di un occhio è ridotta o assente senza che ci siano stati dei danni oculari organici) o possono presentarsi sotto forma di posture patologiche del capo e del collo. Il funzionamente della mutilità oculare è di fondamentale importanza per il buon coordinamento della motilità dei due occhi, che è il preriquistito minimo per una visione binoculare, che per l’utilizzo della funzione monoculare. Non si deve tralasciare il fatto che senza i movimenti saccadici (I movimenti saccadici, o saccadi, sono movimenti volontari e normali dell’occhio che hanno la funzione di spostare nella zona retinica di massima sensibilità, cioè nella fovea, i vari punti importanti dell’ambiente esterno che stiamo osservando) e d’inseguimento e del riflesso di fissazione, le capacità visive di un individuo sono molto ridotte. Solo avendo ben funzionanti i meccanismi che portano sulla Fovea (è una regione centrale della retina di massima acutezza visiva) le immagini che si formano nella periferica del campo visivo, si può ottenere una buona prestazione visiva.

Noi dello studio Rapisarda Oculisti siamo in grado di analizzare nel dettaglio tutte le modalità diagnostihe necesarie per l’esame del visus e della refrazione, della valutazione dello stato sensoriale e sensomototio e della motilità oculare, nonchè della misurazione dell’angolo di strabismo.


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Posted in Blog by Antonino
3 Giugno 2019

Cos’è?
Il pucker maculare, o membrana epiretinica, è un’alterazione anatomica dell’interfaccia tra corpo vitreo e retina: consiste nello sviluppo di una sottile membrana traslucida sopra la macula (zona centrale della retina). Quando tale membrana si contrae e si arriccia causa una deformazione e una progressiva distorsione della macula stessa, con conseguente peggioramento della visione.

Quali sono i sintomi?
Al momento della comparsa i sintomi sono rappresentati da una lieve distorsione delle immagini e, soprattutto, dei testi scritti con i caratteri più piccoli (le righe appariranno ondulate). Quando la trazione esercitata dalla membrana sulla macula aumenta, allora ci si accorge che la lettura dei testi con l’occhio interessato diventa sempre più difficile. L’evoluzione della malattia porta, infine, alla visione di una macchia che impedisce la visione centrale.

Nella maggior parte dei casi si forma spontaneamente per ragioni ancora non note. Tra le altre cause ci sono soprattutto i processi infiammatori (edema maculare dopo lungo tempo) o la complicanza di trattamenti laser retinici (particolarmente panfotocoagulazioni in pazienti affetti da retinopatia diabetica).

Come viene fatta la diagnosi?
La diagnosi viene fatta grazie all’esame del fondo oculare, che permette di visualizzare la membrana. Tuttavia, la conferma deve essere ottenuta tramite OCT (esame che consente di analizzare la retina, in particolare la macula), il quale permette di valutare l’entità della trazione e, inoltre, aiuta a controllare nel tempo la sua evoluzione.

Quali sono le terapie?
Inizialmente si valuta l’evoluzione dello sviluppo della membrana, senza effettuare un’azione diretta, ma eseguendo soltanto dei controlli frequenti (ogni 3 mesi) del fondo oculare e OCT. Nel momento in cui la trazione comporta una riduzione dell’acuità visiva rilevante si rende necessario l’intervento chirurgico di rimozione della membrana (vitrectomia con peeling maculare). Questa operazione permette di bloccare i meccanismi di trazione e, in alcuni casi, di appianare la retina, con un possibile miglioramento della sintomatologia (la distorsione viene ridotta). E’ comunque un intervento molto delicato, in quanto si agisce direttamente sulla parte più importante dell’occhio (macula) e non sempre consente di ottenere il risultato sperato.

Noi dello studio Rapisarda Oculisti ci occupiamo di effettuare tutte le diagnosi e le tarapie citati in questo articolo e attraverso esami riusciamo a studiare questo tipo di patologia oculare. Contattaci per una visita.


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