Cerca Dottore

Mese: maggio 2019

30 Maggio 2019

La congiuntivite è  un’infiammazione della congiuntiva, la membrana trasparente che ricopre la parte bianca dell’occhio (sclera) e la superficie interna delle palpebre. È una delle malattie oculari più comuni; può manifestarsi in forma acuta o cronica.

Quali sono le cause?

Le cause della congiuntivite possono essere varie, ma le più frequenti sono: infezioni oculari (dovute a batteri, virus, funghi o parassiti), allergie, sostanze chimiche (cosmetici, farmaci, fattori ambientali) e agenti fisici di varia natura (tra cui l’esposizione eccessiva al sole e alle altre radiazioni).

Quali sono i suoi sintomi?

Lacrimazione eccessiva, bruciore, sensazione di avere sabbia negli occhi ovvero (sensazione di corpo estraneo), secrezione (gli occhi tendono ad “appiccicarsi”) e fotofobia.

Quali sono i suoi segni?

Occhi rossi, gonfiore più o meno accentuato della congiuntiva e delle palpebre.

Qual è la terapia?

Varia a seconda del tipo di congiuntivite. Generalmente si ricorre a colliri (terapie topiche) e, più raramente, a medicinali assunti per bocca (per via sistemica). In caso di congiuntivite batterica la terapia è a base di colliri antibiotici; nel caso di congiuntivite allergica si ricorre a colliri antistaminici e cortisonici, che possono essere associati all’utilizzo di lacrime artificiali e agli antistaminici per bocca. È importante, comunque, che il tipo esatto di patologia venga diagnosticato da un oculista.

 

Come si manifesta la congiuntivite infettiva?

La forma infettiva della congiuntivite può essere accompagnata da lieve febbre, tosse, mal di gola e rigonfiamento delle ghiandole linfatiche (ai lati del collo). È fondamentale l’igiene accurata delle mani; occorre, inoltre, cambiare frequentemente la federa del cuscino ed evitare contatti ravvicinati con altre persone, in modo da non contagiare l’infezione. In ogni caso, bisogna tenere presente che il rischio di trasmetterla è molto elevato (come avviene nel caso del comune raffreddore o dell’influenza).

Che forme esistono di congiuntivite allergica?

Le forme allergiche possono essere di due tipi: stagionali croniche. Nel primo caso occorre agire preventivamente (prima che l’allergia si presenti) ed è importante recarsi dal proprio oculista, che appronterà una terapia di profilassi per ridurre i sintomi nella fase acuta della malattia; può essere anche opportuno consultare un allergologo, che potrebbe prescrivere una terapia desensibilizzante. Ci sono però forme di congiuntivite allergica i cui sintomi sono localizzati solo nell’occhio, per cui è difficile scoprire l’agente che causa la malattia; in questo caso persino i test allergometrici cutanei potrebbero dare esito negativo, anche se in linea di massima è consigliabile farvi ricorso. Inoltre esistono al giorno d’oggi anche speciali test del sangue (basati su un prelievo) che consentono di sapere a cosa si è allergici (pollini, acari della polvere, ecc.).

Cos’è la congiuntivite attinica?

Si tratta di una forma di congiuntivite provocata dai raggi solari o da altre forme di radiazione. Per evitare di contrarla è, quindi, importante utilizzare occhiali con filtri per i raggi ultravioletti. La congiuntivite attinica è più frequente al mare, sulla neve e dopo l’esposizione a lampade abbronzanti: per questa ragione in tutti questi casi è fondamentale proteggere gli occhi adeguatamente con occhiali scuri a norma di legge e mascherine. In caso di congiuntivite bisogna evitare di andare al mare o in piscina.                                                     

Si possono usare le lenti a contatto se si ha una congiuntivite?

In caso di congiuntivite non si devono usare le lenti a contatto, almeno fino a quando non si è guariti completamente. Nel caso in cui si fosse affetti da congiuntivite infettiva, è fondamentale buttare le vecchie lenti nonché il contenitore che si è utilizzato e il liquido di conservazione. Nel caso in cui non lo si facesse, vi sarebbe il fondato rischio di infettarsi nuovamente.

Noi dello studio Rapisarda Oculisti ci occupiamo di effettuare tutte le diagnosi e le tarapie citati in questo articolo e attraverso esami riusciamo a studiare questo tipo di patologia oculare. Contattaci per una visita.

Scrivimi su WhatsApp Scrivici su WhatsApp per una visita

Posted in Blog by Antonino | Tags: , , , , , ,
28 Maggio 2019

Il Glaucoma Rappresenterebbe una malattia “ideale” per lo screening in quanto asintomatica fino alle fasi terminali ; inoltre comporta una significativa morbidità, costituendo un grande problema di salute pubblica; infine il trattamento è in grado di prevenire o rallentare la progressione del danno con conseguente salvaguardia della qualità di vita del paziente. Screennare tutta la popolazione per il glaucoma rappresenta un proposito ideale e accattivante ma, non è praticamente sostenibile. Diversi studi infatti hanno dimostrato che lo screening di popolazione per il Glaucoma non ha un rapporto costo-beneficio favorevole, poiché non è disponibile un test diagnostico che da solo o in combinazione ad altri fornisca volte valori di sensibilità, specificità e potere predittivo positivo sufficientemente elevati. La bassa sensibilità comporta un elevato numero di falsi negativi (soggetti malati ma non identificati) e al contrario la bassa specificità comporta un eccesso di falsi positivi (soggetti sani identificati come malati). Altro elemento critico da considerare, è la bassa prevalenza della malattia nella popolazione generale (circa il 2%) caratteristica che, abbinata all’insufficiente accuratezza diagnostica dei test disponibili, riduce ulteriormente la fattibilità dello screening.  Nessun test diagnostico ha finora dimostrato le caratteristiche essenziali per poter essere impiegato in uno screening di popolazione nel glaucoma. Generalmente tre approcci sono stati valutati per lo screening nel glaucoma: la misurazione dello IOP (valori della pressione intraoculare), la perimetria computerizzata (tecnologia che esamina la sensibilità di una particolare popolazione di cellule neuronali retiniche, dette di tipo “My”) e la valutazione del nervo ottico e delle fibre nervose. Per quanto riguarda la IOP, la sua distribuzione è talmente variabile e sovrapposta tra soggetti sani e soggetti malati che nessun valore di IOP può essere utilizzato in maniera efficace. La perimetria computerizzata standard presenta numerosi limiti al suo utilizzo come metodica di screening (tempi di esecuzione elevate, curva di apprendimento, influenza di fattori di confondimento come l’opacità dei mezzi diottrici, bassa specificità) mentre in alcuni studi l’FDT (perimetria computerizzata standard) ha mostrato risultati promettenti ma non sufficienti.  La valutazione della testa del nervo ottico e dello strato delle fibre nervose  rappresenta un’altra potenziale metodica di screening, in particolare,  la valutazione quantitativa mediante tecniche imaging, pur con le limitazioni derivanti da una capacità diagnostica limitata nelle fasi precoci della malattia, è recentemente suggerita come la metodica più promettente per lo screening del Glaucoma nel futuro. Un modo per migliorare l’efficacia dello screening nel glaucoma sarebbe quello di selezionare la popolazione esaminata sulla base dei fattori di rischio, in modo da aumentare la prevalenza della malattia nella popolazione esaminata (e quindi anche il potere produttivo positivo del test). Attualmente solo questo tipo di screening, definito opportunistico, sembra essere caratterizzato da un rapporto costo-beneficio accettabile.

Noi dello studio Rapisarda Oculisti ci occupiamo di effettuare tutte le diagnosi per il Glaucoma citati in questo articolo e attraverso esami riusciamo a studiare questo tipo di patologia oculare. Contattaci per una visita.

Scrivimi su WhatsApp Scrivici su WhatsApp per una visita

Posted in Blog by Antonino | Tags: , , , , ,
26 Maggio 2019

Come detto nell’articolo precedente il Foro Maculare è un difetto a tutto spessore del tessuto retinico che interessa la regione centrale della retina (la fovea, a sua volta al centro della macula); è caratterizzato da un sollevamento circoscritto della retina neurosensoriale (foglietto retinico interno composto da neuroni recettori della via visiva). Oltre i 50 anni di età l’incidenza è di 3 casi su 1000. È prevalente più frequente nel sesso femminile e interessa un solo occhio (78-90% dei casi).

Ma Quali sono i sintomi? Come effettuare la diagnosi? Quale terapia seguire?

I Sintomi presentano un calo del visus prevalentemente da vicino, macchia scura centrale (scotoma) e visione deformata delle immagini (metamorfopsie). Alcune volte non ci sono sintomi.
La Diagnosi avviene attraverso l’esame del fondo oculare. Tuttavia, l’esame indispensabile e non invasivo per studiare le caratteristiche del foro maculare è l’OCT (Tomografia a Coerenza Ottica). Quest’esame consente, attraverso un’analisi quantitativa, di misurare lo spessore retinico e il diametro del foro, permettendo di classificare i vari stadi e, quindi, di valutare l’evoluzione della malattia. Inoltre, tra le metodiche diagnostiche strumentali è stata inserita recentemente la microperimetria, esame non invasivo che ha consentito di migliorare l’approccio chirurgico e prognostico (che analizza la sensibilità retinica della macula, la zona della retina deputata alla visione centrale).
La Terapia da eseguire è esclusivamente chirurgica e consiste nell’asportazione del corpo vitreo, con rimozione delle membrane epiretiniche (vedere scheda sul Pucker), affinché si riappiani il foro maculare e si risolva il sollevamento dei suoi margini.

Noi dello studio “Rapisarda Oculisti” da sempre ci occupiamo di patologie come il “Foro Maculare” e di curare e diagnosticare le più complesse patologie dell’occhio e della vista. Inoltre siamo dotati di attrezzature moderne nel campo dell’oftalmologia oculistica con i quali, insieme alla nostra esperienza, effettuiamo approfonditi esami dell’occhio e della vista per una corretta diagnosi di eventuali malattie o patologie presenti.

 


Scrivimi su WhatsApp Scrivici su WhatsApp per una visita

Posted in Blog by Antonino | Tags: , , ,
23 Maggio 2019

Cos’è?

Il foro maculare è  un difetto a tutto spessore del tessuto retinico che interessa la regione centrale della retina (la fovea, a sua volta al centro della macula); è caratterizzato da un sollevamento circoscritto della retina neurosensoriale (foglietto retinico interno composto da neuroni recettori della via visiva). Oltre i 50 anni di età l’incidenza è di 3 casi su 1000. È prevalente nel sesso femminile e più frequentemente interessa un solo occhio (78-90% dei casi).

Retina con foro

 

Retina Sana

 

Quali sono le Cause?

I fori maculari generalmente si formano spontaneamente e il meccanismo non è tuttora ben chiaro; possono essere causati da traumi, da miopia elevata e, non ultimi, da fattori vascolari come la retinopatia diabetica, da occlusioni venose, retinopatia ipertensiva e nuovi vasi sottoretinici. Tuttavia, l’ipotesi più accreditata si fonda sulla teoria della “trazione vitrale” ad opera di membrane epiretiniche che scaturiscono dalla contrazione della corteccia vitreale proposta da Gass JDM e Johnson, secondo cui essa agirebbe come principale fattore scatenante.

Noi dello studio “Rapisarda Oculisti” da sempre ci occupiamo di patologie come il “Foro Maculare”  e di curare e diagnosticare le più complesse patologie dell’occhio e della vista. Inoltre siamo dotati di attrezzature moderne nel campo dell’oftalmologia oculistica con i quali, insieme alla nostra esperienza, effettuiamo approfonditi esami dell’occhio e della vista per una corretta diagnosi di eventuali malattie o patologie presenti.


Scrivimi su WhatsApp Scrivici su WhatsApp per una visita

 

Posted in Blog by Antonino | Tags: , ,